mercoledì 20 dicembre 2017

LA RIVOLUZIONE LIBERALE DELLE CARE VECCHIE ELITES: PER "FORMARE" I LEADERS DELL'OPINIONE PUBBLICA - 3

https://img.ibs.it/images/9788876253461_0_0_1433_75.jpg



Avvertenza iniziale: questo post, come tutti quelli della serie dedicata all'argomento, è praticamente inutile per coloro che non abbiano letto, o voluto capire, questo post-base (almeno...).

Proseguendo nella esposizione sistematica delle fonti dirette che hanno teorizzato la "lunga marcia segreta della rivoluzione liberale", attenendosi al principio che "Confessio est regina probationum",  - e richiamando un interessante libro dal titolo La guerra fredda culturale. La Cia e il mondo delle lettere e delle arti," che richiama molteplici interessanti fonti- diamo spazio a questo commento di
Mettendo in relazione controllo dei media e della moneta, si può chiosare su come la coscienza democratica racchiusa nella Costituzione (formale e materiale) del '48 sia stata disattivata: con una guerra psicologica che ha abbracciato "tutto il campo del pensiero umano".
(Dedicata agli "anticomunisti" senza comunismo e ai metafascisti allergici allo studio...)

Stando con Marshall, che ne diverrà un grande oppositore, lo PSYCHOLOGICAL STRATEGY BOARD «prevede un «apparato» per la produzione di idee che presentino l’American way of life [aka capitalismo liberale, aka economia di mercato, aka "neoliberismo"] su « basi scientifiche e sistematiche» [aka, popperiana epistemologia], «anticipa una produzione dottrinale dipendente » da «un meccanismo di coordinamento». Un apparato che stabilisce «la grande importanza di azioni rapide ed efficaci nel dare impulso alla creazione e diffusione delle idee», e che pronostica «un movimento intellettuale di lunga durata» [aka, la sinistra liberale che si sposa con gli anarcocapitalisti!] come risultato di queste iniziative, allo scopo non solo di contrastare il comunismo, ma anche di «spezzare, in tutto il mondo, gli schemi dottrinari di pensiero» che forniscono una base intellettuale a «dottrine ostili agli *obiettivi americani*» [aka capitalismo liberale, aka economia di mercato, aka "neoliberismo"].»

«Le sue conclusioni erano chiarissime: «È quanto di più ***totalitario*** si possa pensare».
[Chiaro? che il neoliberalismo fosse un progetto totalitario lo si sapeva da sempre: il liberalimo come via "democratica e moderata" tra gli opposti totalitarismi, tra Hitler e Stalin, era ab origine un progetto totalitario]  

Marshall, inoltre, prendeva posizione contro il fatto che il documento del PSA si basasse su «teorie sociali non razionali», che enfatizzavano il ruolo delle élite «in un modo che ricorda Pareto, Sorel, Mussolini e così via».
«La presunta élite emerge come l’unico gruppo a contare davvero». L’élite è definita come quel «gruppo numericamente limitato, con interessi e capacità tali da manipolare le questioni dottrinali», gli ideologi che muovono i fili intellettuali «per formare, o quanto meno predisporre, gli atteggiamenti e le opinioni» di coloro che, di volta in volta, sono destinati a fungere da leader all’opinione pubblica.» [aka, spin doctors]

Capito l'importanza della fenomenologia e dell'epistemologia per sviluppare la marxiana coscienza? 

"Come può un governo adottare un proprio sistema dottrinale tanto esteso senza assumere lineamenti totalitari?", chiedeva Marshall: il documento non lo indica, in realtà propone uniformità al posto della diversità.
Postula un sistema che prevede «un tipo particolare di concezione e struttura sociale», che comprende «un complesso di principi per le aspirazioni umane» e abbraccia «tutti i campi del pensiero umano», «tutti i campi d’interesse intellettuale, dall’antropologia alle creazioni artistiche alla sociologia, alla metodologia scientifica» [NdQ: il che ci riporta direttamente a Mirowsky e alla sua definizione del pensiero liberale come "teoria del tutto", certificazione di una strategia pienamente riuscita, nella sua odierna dimensione intrecciata di globalismo e €uropeismo (sempre qui, p.1)].

E ora venitemi a citare Voegelin, (che infiora, di complessa filosofia e di storia mistico-filosofica, le sue teorie sulla trascendenza che non è che l'"Ordine Superiore della Legge" del suo amico Hayek che, con maggior successo politico, svolse il suo stesso cammino verso l'Ovest "vincitore" anglosassone ...).
E a proposito di "trascendenza":
l'ordine del mercato non può essere né progettato né discusso razionalmente, perché è esso stesso a produrre la ragione

13 commenti:

  1. Caro 48…. Come si diceva in qualche post precedente (quello che non si “vuole capire”):

    Quarantotto4 ottobre 2015 08:27

    Ebbene, il liberalismo (linguistico: da suggestione derivante dalla intraducibilità univoca dell'inglese "iberalism", compatibile in italiano sia con liberismo che liberalismo), ha il difetto di volersi occupare dello stesso contenuto delle scienze sociali (nel frattempo divenute autonome) senza appunto riconoscerne la affermata autonomia e senza "conoscerne" la vera elaborazione, che è ormai il bagaglio ideologico del sistema di potere "effettivo" e non "ideale" (appunto Croce).

    Chi specula su "libertà" e dignità morale dellindividuo come fondamento di una società giusta, non fa altro che applicare il senso comune imposto dall'assetto di potere capitalista, senza poterlo più mettere in discussione (dopo Marx, specialmente, diventa un esercizio, tutto italiano, che relega persino il materialismo storico e la distinzione struttura-sovrastruttura, nel campo del possibile idealismo).

    Ma, per farla breve, si tratta di una duplice, inavvertita (dal liberale) derivazione:
    - sul piano sociologico, perchè il liberismo ha prima ancora, già automaticamente ed espressamente elaborato il concetto di controllo cultural-propagandistico come sua parte strumentale essenziale (per il controllo dei parlamenti di fronte all'allargamento dell'elettorato)
    - sul piano logico concettuale, perchè i liberali (politico-filosofici) assumono come fatto morale (epistemologico) dei dati che non sono altro che la registrazione (per lo più inconscia) di un tipo di società che ipostatizzano senza alcuna seria indagine storica.

    Insomma, si può dire che i "liberali" come fenomeno di filosofia poliica esistono, certo, ma ciò assume solo un carattere descrittivo (tautologico: se esistono non lo si può negare) e privo di autonomia nella spiegazione dei fenomeni: certo, a livello intuitivo individuale, non tutto quello che dicono è apparentemente assurdo o inaccettabile, purchè non se ne contestino le premesse ellittiche e non indagate.

    Ma Croce si interessa, senza volerlo, di ipostatizzare le "gerarchie"" della borghesia (liberista): non si rende conto che queste riposano sui liberisti-economisti, che, con ben altro rigore metodologico e politico, impongono il mercato del lavoro-merce e la deflazione per avere interessi reali positivi a favore del capitale (sempre più finanziarizzato).

    Per di più le gerarchie sociali, acriticamente "naturalistiche", le postulano dal lato difensivo e vittimistico: contestarle, dicono, pone in pericolo il pacifico ordine sociale raggiunto da un nuovo tipo "brava gente comune" contro scellerati eversori (che sarebbero una costante, le cui cause, percuò, non vale la pena di indagare).

    Ma tendono a concepire questo schema per un fatto (inconsciamente?) molto personale.

    Si tratta di piccolo borghesi intellettuali che assurti a facitori del controllo sociale liberista (formatori dell'opinione pubblica e quindi appostatisi nella "media" borghesia intelletuale) voglino in sostanza conservare il proprio piccolo privilegio contro aggressioni che sentono violente e espressione di degenerazione "bestiale" della natura umana.

    La struttura dei rapporti di produzione non gli interessa; gli interessa fissare, senza troppo indagare, una meritocrazia - che offrono come soluzione generale e quindi politica-, che bolli come innaturale la eguaglianza sostanziale e ragionano, a posteriori rispetto al fatto compiuto, di assetti istituzionali (niente affatto meritocratici, ad avere i mezzi di analisi degli economisti) che, conservando l'ordine sociale pseuso-naturale e "etico", forniscano una ideologia di lotta politica abbastanza di massa per far vivere sonni tranquilli al capitalismo sfrenato.

    http://orizzonte48.blogspot.com/2015/10/la-comprensione-che-non-ce.html?showComment=1443940052728#c7845726467871419280

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  2. I think that I can agree with you on almost everything you have said. There is however one point where I should suggest a certain qualification of your argument. I do not believe that the problem is one of the economic system and state intervention exclusively, but I am afraid that the evolution of the religious state of mind towards collectivism not as an effect but as a cause of economic evolution plays important role in the structure of modern civilization”.

    (Eric Voegelin to Friedrich A. von Hayek, April 14, 1938, in Box 17, Folder 3, Voegelin Papers, Hoover Institution Archives, qui, pag. 9).

    Poi sicuramente gli estimatori potrebbero obiettarci, probabilmente con ragione, che Voegelin avrebbe orrore della società attuale. Direi, con Stedman Jones, che la sua vicinanza al neoliberismo riflette il tono conservatore che mostrava quest’ultimo nella prima fase della guerra fredda e che è certo lontano da quello maggioritario attuale. Non direi che ci sia per questo da commuoversi molto, però:

    Le néolibéralisme est beaucoup plus qu'une idéologie partisane. Les responsables politiques qui mettent en oeuvre les pratiques néolibérales se défendent d'ailleurs généralement de toute idéologie. Le néolibéralisme, lorsqu'il inspire des politiques concrètes, se nie comme idéologie puisqu'il est la raison même.
    C'est ainsi que des politiques très semblables peuvent se mouler dans des rhétoriques les plus diverses (conservatrices, traditionalistes, modernistes, républicaines, au gré des situations et des cas), manifestant par là leur extrême plasticité.
    ” (P. Dardot, C. Laval, La nouvelle raison du monde, La Découverte, Parigi, 2009, pag. 326).

    (Un ammonimento da tener caro in vista delle future probabili riverniciature.)

    Ovvero, una volta accettato il feticismo del mercato, le illusioni personali contano poco.

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    1. Mais oui, bien sûr: avrebbe avuto orrore della società attuale.
      Ma perché, quasi certamente, avrebbe fatto l'equazione EU=Eurss (pur in assenza sopravvenuta di Unione Sovietica; la "trascendenza", d'altra parte, finanzia cattedre e incentiva i benemeriti, come abbiamo visto).

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    2. "C'est ainsi que des politiques très semblables peuvent se mouler dans des rhétoriques les plus diverses (conservatrices, traditionalistes, modernistes, républicaines, au gré des situations et des cas), manifestant par là leur extrême plasticité.” (P. Dardot, C. Laval, La nouvelle raison du monde, La Découverte, Parigi, 2009, pag. 326)".
      Ecco, questo è assolutamente da sviluppare, data la sua straordinaria attualità. In Italia (presto su questi schermi..."idraulici")

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    3. Da ricordare mentre si sente il nauseante dibattito sull’eutanasia, dove la feccia malthusiana del modernismo radicale, sorosiano e liberal trova la solita sponda nell’ipocrita e superstizioso moralismo cattolico, coi suoi scampoli di tradizionalismo funzionale a far vincere le Bonino rappresentanti dello Stato profondo Atlantico. Proprio come negli anni ‘70.

      Per ‘sta feccia gli unici diritti sono quelli di crepare con la propria stirpe.

      Sei cinquantenne e depresso? Suicidati.

      Il gregge cattolico in tutto questo bela in coro togliendo qualsiasi scampolo di dialettica volta alla coscienza.

      E la nuova complexio oppositorum neoliberale è servita.


      L’unico vero diritto che devono riconquistare le donne è quello di avere tutta la sicurezza economica per potersi realizzare in primis come... donne! Ovvero vivere quell’esperienza psicofisica chiamata gravidanza. E farlo nel numero di volte che le appaghi.

      La femminilità trova la sua sublimazione nella maternità.


      (Ma questi sociopatici sono troppo impegnati a sterminare gli europei e la cultura umanistica da cui sono nati democrazia e socialismo)

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    4. “L’unico vero diritto che devono riconquistare le donne è quello di avere tutta la sicurezza economica per potersi realizzare in primis come... donne!”

      Caro Bazaar mi hai fatto ricordare questo tuo commento:

      "...con la scusa voltairriana che ciò che va contro la morale o la sensibilità comune non tolleri la tirannia della maggioranza - e si riconosce di conseguenza il "diritto civile" alla minoranza - il liberale impone il relativismo culturale.

      Quindi la democrazia sostanziale diventa la dittatura della maggioranza, la dittatura oligarchica diventa democrazia. Quindi la libertà è schiavitù e il free trade è pace.

      Se accetti che la dialettica nella fase capitalistica può essere ridotta alla pura contraddizione tra liberalismo e socialismo, converrai che i "diritti civili" in quest'ultimo non vengono fondamentalmente discussi: si danno per scontati.

      (Come si danno per scontati in Costituzione, art.3, ma transeat)

      L'unica battaglia che veniva considerata alla stregua della conquista dei diritti sociali, era quella per l'emancipazione femminile, per le analogie con l'oppressione causata dai rapporti di produzione.

      I diritti civili sono precipuamente un problema per i poveri cristi.

      Il problema rimane sempre e solo la miseria e l'ignoranza che questa impone. Basti pensare alla differenza di sensibilità verso le minoranze che si incontrano tra la colta e ricca città e la provincia.

      In una democrazia compiuta non ci sarebbero mai stati neanche dei referendum sui diritti civili (Ndr: perché non ci sarebbero state resistenze culturali guidate dall'alto alla loro naturale affermazione, come corollario logico della eguaglianza sostanziale e del principio partecipativo di tutti i lavoratori alla vita politica, economica e culturale del Paese)

      http://orizzonte48.blogspot.com/2016/02/ogni-singolo-elemento-dellagenda.html?spref=tw

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    5. Grazie Luca: oramai ce lo dicono in faccia.

      Produciamo troppa CO², noi plebei, con questa vocazione alla prole.

      Le élite vogliono far sparire Storia, cultura e popoli che le conservano nella lingua, negli usi e nei costumi, per poter far vivere in un "paradiso terrestre" (?) la razza darwinianamente selezionata - la loro - più comodamente: gli schiavi devono essere obbedienti, pochi, efficienti e programmabili. Meglio se droidi.

      Quando il vuoto interiore di una vita di disocuppazione, esclusione, di norme sociali inesistenti o umanamente alienanti porteranno l'individuo a preferire la morte piuttosto che un incubo senza senso, con la stampante 3D ti fai in quattro e quattr'otto la tua camera a gas, chiedi il tuo PIN usa e getta, e "te ne vai nel modo migliore".

      La camera della morte può essere poi riutilizzata, così non inquini neanche quando ti levi di torno.


      I lager e le camere a gas erano un "progetto pilota", come ricordava Primo Levi: vogliono trasformare il pianeta intero in un campo da lavoro e di sterminio.

      Oramai le carte sono scoperte. Verranno fermati ancora. Definitivamente.

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    6. C'è chi si lamenta (su twitter) che non li si può fermare "con la tastiera". E rivendica la propria "coscienza" di ciò...sulla tastiera.
      A mio modesto avviso, però, c'è tastiera e tastiera (e l'egalitarimo del web è una sottoversione della false flag della democrazia diretta) :-)

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  3. mi viene in mente un brano de L'uomo nell'alto castello di Philip K. Dick (che putroppo non ho sottomano e non posso citare integralmente), in cui, nel cercare di definire la mentalità totalitaria del nazismo, il gerarca che sta per tradire la Germania rivelando segreti di stato al nemico, arriva a concludere che la caretteristica della mentalità totalitaria è l'idolatria del vuoto, l'odio per la materia e l'aspirazione al nulla assoluto.

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  4. >ready
    start
    >loaded heaven interface
    run starlight
    >OK done
    >loaded water upper interface
    >loaded water downside interface
    >loaded sun interface
    run sun
    >sun running: OK
    run water upper , down
    >water running: OK
    separate water upper
    >OK done
    separate water down
    >OK done
    run dry land
    >OK done
    load darwin template
    >OK done
    run biotics
    >OK done
    >plant_kingdom started
    >animals started
    >adam started
    >OK done
    adam>warning: library eve.dll not found
    >
    >
    create new instance eve , compile , out=library , human_interface=true
    >Ok done
    service adam restart
    ..................SYSTEM NOT RESPONDING
    ..................SYSTEM NOT RESPONDING
    ..................SYSTEM NOT RESPONDING
    ..................SYSTEM NOT RESPONDING
    ..................SYSTEM NOT RESPONDING
    ..................SYSTEM NOT RESPONDING
    ..................SYSTEM NOT RESPONDING
    (no: non ho sbagliato il copia - incolla, e' che oggi mi sento bene , la ho pensata, mi e' piaciuta e ve la propongo. Solo un po' tecnica. )

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  5. “I lager e le camere a gas erano un "progetto pilota", come ricordava Primo Levi: vogliono trasformare il pianeta intero in un campo da lavoro e di sterminio.”

    Grande post… (come al solito):

    Il capitalismo pare essere “funzionale” soltanto fino a che è funzionale al capitale: il concentrazionismo potrebbe essere la sua naturale evoluzione.

    « “Arbeit macht frei” [...] “Il lavoro rende liberi”. […] Tradotta in linguaggio esplicito, [la scritta] avrebbe dovuto suonare press’a poco così: “il lavoro è umiliazione e sofferenza, e si addice non a noi, [Ubermenschen], [razza] di signori e di eroi, ma a voi [Untermenchen]. La libertà che vi aspetta è la morte”.
    In realtà, e nonostante alcune contrarie apparenze, il disconoscimento, il vilipendio del valore morale del lavoro era ed è essenziale al mito fascista in tutte le sue forme. Sotto ogni militarismo, colonialismo, corporativismo sta la volontà precisa, da parte di una classe, di sfruttare il lavoro altrui, e ad un tempo di negargli ogni valore umano. [...]
    Questa volontà appare già chiara nell’aspetto antioperaio che il fascismo italiano assume fin dai primi anni, e va affermandosi con sempre maggior precisione nella evoluzione del fascismo nella sua versione tedesca, fino alle massicce deportazioni in Germania di lavoratori provenienti da tutti i paesi occupati, ma trova il suo coronamento, ed insieme la sua riduzione all’assurdo, nell’universo concentrazionario.
    Il carattere sperimentale dei Lager è oggi evidente, e suscita un intenso orrore retrospettivo. Oggi sappiamo che i Lager tedeschi, sia quelli di lavoro che quelli di sterminio, non erano, per così dire, un sottoprodotto di condizioni nazionali di emergenza (la rivoluzione nazista prima, la guerra poi); non erano una triste necessità transitoria, bensì i primi, precoci germogli dell’Ordine Nuovo. Nell’Ordine Nuovo, alcune razze umane [...] sarebbero state spente; altre [...] sarebbero state asservite e sottoposte ad un regime di degradazione biologica accuratamente studiato, onde trasformarne gli individui in buoni animali da fatica, analfabeti, privi di qualsiasi iniziativa, incapaci di ribellione e di critica.
    I Lager furono dunque, in sostanza «impianti piloti» anticipazioni del futuro assegnato all’Europa nei piani nazisti. Alla luce di queste considerazioni, frasi come quella di Auschwitz, «Il lavoro rende liberi», o come quella di Buchenwald, «Ad ognuno il suo», assumono un significato preciso e sinistro. Sono, a loro volta, anticipazioni delle nuove tavole della Legge, dettata dal padrone allo schiavo, e valida solo per quest’ultimo.»[11] Primo Levi, in «Triangolo Rosso», Aned, novembre 1959.

    http://orizzonte48.blogspot.com/2016/02/leuro-continuita-liberista-determinismo.html?spref=tw

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  6. Eccellente questo pezzo di Levi, preveggente come molti suoi scritti.
    Ne ho preso coscienza solo recentemente: il modello liberista è il modello dei campi di concentramento. Non è una cosa 'sfuggita di mano', un'estremizzazione di un modello. No, è la sua migliore e puntuale esecuzione.

    La produzione insensata (cosa producevano i campi di concentramento? Cosa si produce nelle attuali 'fabbriche' terziarizzate, nei call center, nelle banche, nei servizi?), la burocrazia, l'umiliazione della creatività, il moralismo verso le vittime, l'arbitrio della autorità (oggi consentito, nella morte dello stato di diritto, dalla soft law comunitaria), i kapò come gli attuali piccoli imprenditori verso i loro dipendenti, il cibo razionato come la paga che non copre i bisogni vitali, il gas come oggi il mancato rinnovo del contratto o il suicidio per 'Non avere retto la pressione', la blockchain come la matricola tatuata.

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    1. si... è un grande post e direi di attualità

      vabbè è di Bazaar.

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